MarteLabel, sconfiggo la crisi e mi rinnovo

 logo_martelab1MarteLabel, sconfiggo la crisi e mi rinnovo
 L’etichetta discografica, nata dall’esperienza di MarteLive, è pronto a entrare in una nuova fase    
  
NEW YORK- Nel 2008, anno disastroso per l’economia mondiale, tra i primi a  pagare le spese di una crisi che continua a far male ancora oggi, ci furono sicuramente gli artisti indipendenti. Finanziamenti bloccati, piccoli teatri chiusi, personale senza stipendi, spettacoli lasciati a metà per mancanza di risorse. Case discografiche con le casse in rosso; per chi usciva da un negozio con un cd musicale originale in mano, scattava l’applauso. Nessuno infatti comprava più dischi.

 

MarteLabel nasceva in quello stesso anno. Dove molti vedevano solo un deserto di speranze, l’etichetta indipendente è riucita a immaginare spazi di identificazione nuovi per sopravvivere alla crisi. Dopo anni dalla stampa del primo disco, con migliaia di concerti all’attivo, MarteLabel, che  ha lanciato artisti come Nobraino, Management Del Dolore Post-Operatorio, Dellera, UNA, oggi non solo è viva e produce, ma è pronta ad ampliare i suoi servizi, ad entrare in una nuova fase della sua maturità.

La storia di questa label inizia grazie al lavoro e all’intuizione del gruppo MarteLive, il festival multidisciplinare ormai conosciuto in tutta Italia. È una grande famiglia. In modo originale, grazie alla creazione di spettacoli dove le varie arti vanno in scena contemporaneamente in un’unica location, Giuseppe Casa (il fondatore) e il suo staff sono riusciti ad affermarsi, facendo emergere numerosi artisti indipendenti, che in tasca avevano grande qualità, ma pochi mezzi per farsi conoscere.

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giuseppe_casa_fondatore

Con un nome importante e riconosciuto nel settore, ora MarteLabel è pronta a lanciare la nuova piattaforma di servizi per musicisti, band, altre etichette discografiche e operatori culturali. “ Negli ultimi 12 mesi, infatti, sono stati sviluppati una serie di nuovi prodotti e servizi unici nel mercato discografico Italiano- hanno spiegato gli organizzatori- Ad esempio:  il pacchetto STARTUP, la consulenza booking, il PromoTour, la certificazione di dischi e vinili, il merchandising artistico, il corso di crowdfunding e la rete di distribuzione alternativa dei MartePoint”,

Per strutturare tutti questi servizi, nel 2014 è nato BetaProduzioni. “Attraverso questo laboratorio- specifica Giuseppe Casa- si cerca di dare un’opportunità a chi sceglie, o meglio è costretto a scegliere, l’autoproduzione e non  ha però i mezzi e le competenze per sviluppare e far emergere il proprio prodotto. Abbiamo anche un team di esperti  capace di aiutare gli artisti a reperire i fondi (www.martefunding.org) necessari per la produzione e promozione”.

 

La parola d’ordine della label, sin dalla firma del primo contratto, è stata: diversificazione. Negli anni del crollo delle vendite dei dischi, Giuseppe Casa e il suo team decisero di puntare tutto sulla musica dal vivo, facendo tesoro dell’esperienza di MarteLive. Venne subito fuori una etichetta ibrida, capace di rompere gli schemi di genere e promuovere i musicisti attraverso una contaminazione tra tutte le arti. Basta un giro nel sito internet (http://martelabel.com) per capire in cosa consiste la loro natura eclettica.

“Un comportamento tipico delle aziende di vecchia generazione è quello del benchmarking, ovvero il confronto sistematico con i competitor e il tentativo di allinearsi alla loro linea di mercato. MarteLabel ha fatto di tutto per andare nella direzione opposta a questa metodologia, aggirando le concorrenze e creando nuovi spazio di mercato, segmento di clientela esclusivi e diversificati- spiega ancora Casa- La scelta è stata quella di dare vita a quello che nel marketing viene definito innovazione di valore: invece di concentrarsi sull’inseguimento della concorrenza si è deciso di aggirarla (o neutralizzarla) creando spazi di mercato nuovi”.


Giacomo_Toni_musicista

 

 

l’eleganza di Amina rubinacci ammalia washington

 

Alessandro Spada, CEO del brand napoletano Amina Rubinacci, racconta la moda italiana a Washington. Spada, invitato all’ambasciata italiana per un panel dedicato alle nuove sfide che le piccole e medie case di moda affrontano in un contesto internazionale. L’incontro è stato moderato dalla nota giornalista Kathleen Parker. Quella della internazionalizzazione del brand è senza dubbio una sfida che Amina Rubinacci sta vincendo, diventando oggi una straordinaria ambasciatrice della moda italiana nel mondo. Presente in città dal 2014, la boutique di Amina Rubinacci ha letteralmente conquistato le donne di Washington grazie alle sue linee: “perfette per le donne in carriera di questa città, sofisticate e classiche, ma con un tocco di modernità” dice Alessandro Spada. “Il credo della nostra compagnia si fonda sullo stile elegante, sull’alta qualità dei materiali e sull’esperienza di un secolo di storia di famiglia” ha detto. Il leader del prestigioso brand napoletano, ha trascorso una due giorni densa di stimolanti incontri, prima all’ambasciata italiana di Washington e poi presso la boutique di Georgetown, diretta da Merribel Ayres. Figlio della nota stilista italiana Amina – Alessandro è senza dubbio una straordinaria eccellenza italiana. Grazie alla sua appassionata leadership, l’azienda di famiglia è diventata negli anni una prestigiosa casa di moda riconosciuta e diffusa a livello internazionale. Ed il mercato statunitense è stato il primo ad essere raggiunto da Amina Rubinacci. Il suo stile, i suoi colori, il suo gusto hanno ammaliato le clienti americane. A Washington Amina Rubinacci è arrivata grazie a Merribel Ayres, fondatrice e presidente del Lighthouse Consulting Group, LLC. Da oltre trent’anni Ayres è al centro della vita politica e imprenditoriale della capitale. Merribel ama profondamente l’Italia e la moda del Belpaese, scoperte a ventun anni durante un viaggio a Firenze. Il primo vero acquisto di un capo di moda in una boutique italiana, rivoluziona per sempre la sua idea di eleganza. Oggi, la sua famiglia italiana allargata, abbraccia tre generazioni e si estende da Milano a Firenze, fino a Napoli. A Washington da trentotto anni, con una solida carriera nel settore dell’energia, Ayres viaggia costantemente. Durante la sua prima visita a Roma, nel 2002, scopre la boutique di Amina Rubinacci, ai piedi della suggestiva scalinata di Piazza di Spagna. “Non riuscivo a capacitarmi di quanto fossero splendidi quegli abiti – ricorda oggi – Qualsiasi capo indossassi, calzava a perfezione. Sapevo che queste linee avrebbero conquistato Washington, una città popolata da donne interessanti e sicure di sé, alla ricerca di un guardaroba che rifletta eleganza e stile impeccabili”. Spinta dal suo estro imprenditoriale e dalla voglia di raccontare il made in Italy nella capitale degli Stati Uniti, dodici anni dopo quell’incontro folgorante, Ayres apre la sua propria boutique nell’elegante quartiere di Georgetown. La casa di moda è nata a Napoli negli anni Settanta ed è oggi una delle più rappresentative aziende di moda in Italia. I grandi stilisti parigini, da Christian Dior a Saint Laurent, hanno definito Amina la “regina della lana”, riconoscendo l’eleganza e l’estrema portabilità degli abiti che confeziona. La continua ricerca delle soluzioni cromatiche, la meticolosa cura nella realizzazione di modelli e disegni, nonché il certosino controllo nei processi di produzione, restano il tratto distintivo dell’azienda. Grazie all’impegno profuso dai suoi figli, la casa di moda ha ulteriormente allargato il ventaglio di offerte, producendo abiti di lana, di tessuto e di pelle con piglio precipuamente artigianale. L’impegno a produrre e confezionare le sue linee rigorosamente in Italia è costante ed è un punto d’orgoglio. Oggi la compagnia vanta una distribuzione interazionale, con una presenza robusta in centinaia di boutique in tutto il mondo, nonché quindici negozi monomarca in Italia, Regno Uniti, Stati Uniti, Russia e Svizzera. Ogni boutique Amina Rubinacci si distingue per la calorosa atmosfera e per l’attenta cura del cliente, secondo lo spirito tramandato del patriarca, il nonno Gennaro Rubinacci, leggendario sarto napoletano.


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